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La musica classica e il classicismo musicale – Parte I

Dall’incontro del 15 febbraio

Nei prossimi due incontri vorrei illustrarvi dal punto di vista della percezione dell’ascolto, con degli esempi che eseguirò al pianoforte, la forma sonata, e come questa struttura venga utilizzata da Haydn,  Mozart e Beethoven, per esaminare com’è nato il mito del “classicismo” e in cosa essenzialmente consiste.
Come disse giustamente Charles Rosen, nel suo celebre volume "Lo stile classico", per correttezza bisognerebbe parlare di classicismo viennese: la “musica classica”, in realtà, non è altro che la produzione di questi tre autori che, in epoche non perfettamente contemporanee, sono vissuti ed hanno operato, anche se non continuativamente, a Vienna.

Haydn visse a lungo a pochi chilometri da Vienna, alla corte degli Esterhàzy, anche se poi si spostò per alcuni anni a Londra, fino a fare ritorno a Vienna dove si fece costruire una grande casa e dove morì.
Mozart ha vissuto a Vienna per un periodo relativamente breve,  approssimativamente e in modo discontinuo negli ultimi 10 anni della sua vita, e Beethoven arrivò in questa città l’anno successivo la morte di Mozart, nel 1792, per restarci fino alla morte.
D’altra parte un compositore viennese “doc” come Schubert, nato in una zona periferica di Vienna nel 1797, quindi in pieno classicismo viennese, morto nel 1828, cioè un anno dopo Beethoven, non viene considerato da molti “classico” ma definito piuttosto “romantico”. Possiamo dire che lo stile “classico” è, per definizione,quello di questi tre autori che di classico non hanno nulla.

Per classicismo, in estetica, intendiamo in generale un modello di perfezione : pensiamo alla scultura di Canova che riprende lo stile dei grandi classici greci o, in letteratura, alle pagine di Goethe.
Nella musica, Mozart, Haydn e Beethoven  partono da una struttura, quella della forma sonata, per poi manipolarla ognuno a suo modo, partendo da codici comuni del sistema tonale, che loro stessi contribuiscono a scrivere: codici che attraverso l’ascolto consentono a chiunque di attribuire dei significati. Fra tutti gli ascolti possibili della musica colta occidentale, sicuramente l’ascolto di questi tre autori consente anche ad una persona che non è molto addentro alla conoscenza dei linguaggi musicali di trovare questo tipo di musica, ad esempio, piacevole, rassicurante, brillante.

Due movimenti dalla sonata KV 576 di Mozart, eseguiti su uno strumento dell’epoca da Aleksei Lubimov

Che cos’è la forma sonata? Da cosa deriva? E’ una struttura e in quanto tale è composta dal rapporto fra le parti che compongono un oggetto; nello specifico, noi veniamo da una esperienza abbastanza semplice dal punto di vista strutturale.
Tutti avrete sentito parlare di movimenti di danza, di sarabanda, allemanda,  giga, corrente: questi movimenti facevano parte, in epoca barocca, di suite e avevano come caratteristica fondamentale un percorso molto preciso: si andava dalla tonica verso la dominante e si tornava alla tonica. Con un tema. Nella forma sonata, nel primo movimento prima di fare il percorso inverso, cioè prima di tornare dalla dominante alla tonica, i compositori già in epoca barocca inseriscono elementi che possono derivare dai temi melodici della prima sezione.

Esempio – Haydn, Sonata in Sol maggiore Hob XVI n. 27

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2 commenti
  1. anonimo permalink

    ciao Francesco, questa puntata mi piace molto. Ho una sola piccola obiezione “classico” non significa solo “che guarda a dei modelli antichi” ma anche “che diventa modello, come gli antichi”. Mi piace pensare che in questo caso possa valere la seconda accezione. Tu che ne dici?
    Ciao, ri-buone vacanze, Cicci

  2. fmaschio permalink

    Sì, Cicci.
    In effetti il paradosso del classicismo musicale risiede nel fatto che il modello di riferimento, quello che dovrebbe costituire il “classico”, è in realtà la struttura dellla forma sonata dello stile galante.
    Il classicismo musicale si sviluppa come una profonda modifica e adattamento prima e, poi, come un completo stravolgimento di quel modello…
    Dunque il classicismo musicale, e non solo, non ha certo lo sguardo rivolto all’indietro anche se utilizzerà, riproponendole, in una certa fase strutture ancor più antiche (fuga, particolari tecniche variative…).

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