Skip to content

Un tardo pomeriggio domenicale di fine settembre – Una performance dell’orchestra N.O.E.

by su ottobre 10, 2010

N.O.E.Affamato mi aggiro per il centro. A Trastevere finalmente trovo un buco di pizza al taglio aperto. Il pizzettaro sembra napoletano ed è molto cordiale e l’unica pizza rimasta è quella al salame che per la mia età. Ma la gola (e la fame): mi abbuffo, letteralmente! E vengo a sapere che lì dietro da qualche ora stanno animando con spettacoli di strada l’intera piazza San Cosimato. Sono i gestori dell’Argot e del Meta (due storici teatrini di zona) gli organizzatori dell’evento dal titolo “Pianeti proibiti”. Decido di facilitare la digestione andando a curiosare. Quando arrivo in piazza è ormai buio e vedo aggirarsi fra le persone un omino luminoso (che poi scoprirò essere una ragazza sui trampoli) e sento suoni decisamente inconsueti (prodotti da uno sparuto drappello di musicisti all’apparenza piuttosto fricchettoni e anch’essi deambulanti). A capo di quella compagine che taglia ripetutamente in lungo e in largo la piazza, un fisarmonicista munito di megafono che straparla…ma no, legge dei versi. Li riconosco: è Amleto che discorre col fantasma del padre. Ma che succede? I suoni che producono mi mettono a disagio ma evocano anche ricordi di suoni acustici ormai inconsueti, specialmente en plain air. Mi avvicino e riconosco due sax, un ottavino, una chitarra classica, una seconda fisarmonica e una grancassa. Un organico bizzarro. Chiedo spiegazioni a un tipo con la barba bianca che mi risponde puntuale: sono alcuni dei musicisti dell’orchestra N.O.E. (nostra orchestra estemporanea). Mi accodo alla “processione” e ascolto.

Terminata la performance i musicisti ci invitano al Meta teatro dove fra breve terranno un concerto di musica improvvisata. “Come sarebbe improvvisata?” chiedo nuovamente al barbuto. “Jazz” dico. “No, no,” mi risponde “musica estemporanea. Suonano quello che gli va, senza spartiti o un direttore. Magari cercando di ascoltarsi, ecco”. Sarà la passeggiata, sarà la forte emozione suscitata da quei suoni, la digestione è completata, la curiosità è tanta e decido per il teatro (che si trova proprio lì accanto alla piazza). Solita trafila del tesseramento. E prendo posto. La sala si riempie rapidamente, s’abbassano le luci e conto: 11 musicisti. Guardando il palco da sinistra verso destra questi gli strumenti: percussioni (e ce n’è per tutti i gusti!), tromba, basso elettrico, tastiera, fisarmonica, 2 sax alti, flauti, altra fisarmonica, batteria, strumenti elettronici (poggiati su di un tavolino) e chitarra 12 corde. Il barbuto di sopra presenta la serata (ma chi è?). E’ il discografico dell’orchestra (N.E.D., nostra etichetta discografica) che ci dà il benvenuto e ci illustra il programma: “L’ultimo concerto presso la Galleria Agostiniana a Santa Maria del Popolo è stato di musica sacra. Questa sera la N.O.E.  eseguirà un concerto di musica profana. Tre brani: il primo e il secondo della durata di un quarto d’ora e l’ultimo più breve e veloce di cinque/dieci minuti. Buon ascolto.”. E il concerto ha inizio. Mi risulta difficile raccontare ciò che ho sentito. Ma le emozioni sono state molteplici quanto i suoni prodotti dai musicisti (e dalla cantante) che, tutti assieme, o in duetti (ricordo un momento percussivo, il batterista e il percussionista da soli, o un bel duo di fisarmoniche), o in momenti solistici (me ne è rimasto uno di tromba nella memoria e nel cuore) hanno effettivamente composto (improvvisando collettivamente e in maniera estemporanea) il concerto in un primo tempo “andante” e in un secondo tempo più “lento” (potremmo dire in un linguaggio preso in prestito dalla musica colta europea). Per finire col terzo tempo, che, se non ricordo male, s’è sviluppato in un primo momento ponte più tranquillo, per sfociare in un prestissimo decisamente emozionante. Applausi con immancabile richiesta di bis che l’orchestra concede: un brano brevissimo che mi chiedo: come faranno 11 persone a  improvvisare un’idea musicale con un inizio, uno sviluppo e un finale, senza darsi delle direttive prima? Misteri della musica…profana?!

Tornato a casa, cerco su internet qualche notizia e trovo:

Immaginiamo per un momento un’orchestra timbricamente completa che suona senza direttive, senza partiture, senza determinazioni di qualunque genere: così, giocando con la sensibilità del singolo musicista, nasce la Nostra Orchestra Estemporanea. E' noto che questo tipo di musica si nutre delle incredibili connessioni etiche fra i musicisti nell’esatto momento dell’emissione sonora. L’ordinato riferimento estetico cui siamo abituati non conta; suonare dentro questa orchestra, o semplicemente ascoltarla, significa sospendere, almeno momentaneamente, ogni giudizio estetico-mentale e ogni atteggiamento critico di carattere storico-letterario.

Forse pirati, altroché nipoti del diluvio, navigando in mari sconosciuti e terribili, in quel momento utile si riconosce l'entità delle tappe del viaggio necessario per produrre questa musica in quest'orchestra. Le persone che si sono dedicate a questo fare, lo sanno: N.O.E. prosegue, semplicemente, la strada intrapresa da N.E.D. verso l’indefinita ricerca dell’estemporaneità della musica.
Bene, mi dico, che continuino ad esistere luoghi così. Di questi tempi…
(Miraldo Audí)

About these ads

From → ned, orchestra noe

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: